Basile

Azienda vinicola toscana Basile

Basile

La Toscana del Sangiovese non è rappresentata soltanto dall’area di Montalcino con il suo Brunello, dal Chianti o dal Chianti Classico o dal Vino Nobile di Montepulciano. Esistono altri territori della regione, magari di recente scoperta enologica, dove alcuni produttori sono riusciti a valorizzare il nobile vitigno sposando nuove filosofie di produzione.

Nell’Alta Maremma, nella zona del Montecucco opera Basile, realtà emergente nel panorama vitivinicolo regionale. Nella cornice dell’enoteca Cantina Castrocielo, con la consueta gentilezza dei padroni di casa Isabella e Carlo, abbiamo così incontrato Domenico Basile e potuto degustare due dei suoi vini.

L’azienda, operativa dalla fine degli anni novanta, si attiene rigorosamente ai dettami dell’agricoltura biologica. Dopo aver certificato i vigneti, l’azienda mantiene un impatto ambientale praticamente nullo, producendo persino energia pulita. I campi, prima dell’acquisto, erano rimasti incolti per alcuni decenni, implicando ciò l’assoluta mancanza di qualsiasi prodotto chimico sia nei terreni che nell’uva.

I vigneti si trovano a un’altitudine media di 350 metri con orientamento sud-ovest, esposizione che garantisce un ottimo soleggiamento durante tutto l’arco della giornata. Le temperature raramente superano i 34°C in estate e la costante ventilazione contribuisce al mantenimento di un clima secco. La conseguente scarsa umidità, normale causa dell’insorgenza di muffe e pressoché assente anche in periodi di frequenti piogge, garantisce un ottimo stato sanitario delle uve.

Il terreno ricco di galestro, ha una composizione prevalentemente calcarea, creando così un ambiente ideale per lo sviluppo della vite. Questi terreni a basso contenuto argilloso, drenano naturalmente l’eccesso di acqua. Tuttavia nei periodi di siccità prolungata, mantengono una naturale freschezza permettendo alle viti di nutrirsi a sufficienza e di far maturare le uve in maniera equilibrata. Altra caratteristica importante di questa zona è l’escursione termica che si verifica durante le notti estive. Le uve in questo modo acquisiscono quegli aromi che ritroviamo poi nei vini.

Le vigne sono state impiantate in modo ravvicinato, con una densità di 4600 ceppi per ettaro. Ogni pianta produce non più 1,5 kg di uva e la raccolta è manuale. La produzione complessiva si attesta attorno alle 35.000 bottiglie circa. L’azienda non utilizza barrique per l’affinamento, né usa filtrare i suoi vini, garantendo così la conservazione della grande personalità del Sangiovese, come nei due vini degustati.

cartacantaMontecucco Cartacanta 2008
Rosso DOC – Sangiovese 90%, Merlot 10% – 13,5%

Il vino sosta per 12 mesi per metà della massa in tonneau e per metà in acciaio inox. Affina successivamente in bottiglia per ulteriori 12 mesi. Si presenta con un bellissimo color rubino intenso con unghia granata, appena roteando la massa nel bicchiere appare come un vino consistente. Abbastanza intenso e abbastanza complesso al naso, si percepiscono prevalentemente sentori fruttati di confettura di ciliegia, amarena, mora e ribes, floreali di violetta e una leggera speziatura nel finale. In bocca è davvero sorprendente. Secco, abbastanza caldo, colpisce per la forte spina fresco-sapida che veicola un ritorno di note fruttate di ciliegia. Non basta: mostra tutta la carica polifenolica del Sangiovese, con un tannino imponente ma setoso al tempo stesso.

comandanteComandante 2006
Rosso IGT – Sangiovese 70%, Merlot 30% – 14%

Questo campione rimane per 12 mesi in tonneau di primo e secondo passaggio per riposare in bottiglia ancora per altri 12 mesi. Vestito di uno splendido color granato, il vino presenta sin da subito una notevole struttura. Il bouquet è ampio e complesso con profumi di amarena, frutti di bosco, violetta, e ancora sentori pepati, minerali e di liquirizia nel finale. Fresco e tannico al palato, grazie ad un maggiore uso del legno e al millesimo più antico appare appena più morbido del precedente vino, anche se non si può che definire ancora giovanissimo. Non esprimendo ancora tutte le sue potenzialità è un vino comunque particolarmente persistente in bocca e fa presagire un’estrema longevità. Va certamente degustato nuovamente tra non meno di cinque anni.


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